Questo intervento del prof. Bernard mi ha fatto molto pensare!!! forse perchè essendo un pò più grande dei miei compagni di corso, io l'importanza della forte intesa professore-studenti l'ho già vissuta sulla mia pelle...ed è stata un'esperienza bellissima!!!
Quando ero più piccola, più o meno all'età del liceo, tornavo a casa da scuola verso le 13:30 e quando mi sedevo al tavolo a pranzo, al telegiornale era il momento in cui trasmettevano le notizie di borsa: allora c'era ancora il sistema delle gride e, chissà come mai, quelle scene mi affascinavano, tanto che dicevo: "da grande voglio lavorare in borsa!";
ma in concreto non avevo idea di che cosa si trattasse fino a che, ormai cresciuta e iscritta alla facoltà di Scienze Bancarie a Siena ho conosciuto il prof. FRANCO CAPARELLI, docente di tecnica di borsa ed economia dei mercati mobiliari; ed è stato solo in quel momento che la mia passione per i mercati finanziari è divenuta realtà.
Il professore è stata per me una figura indimenticabile: le sue lezioni erano seguite da gruppi nutriti di studenti assetati di nuovo sapere; ci teneva 6 ore di lezione alla settimana ed io in quei giorni volavo in facoltà. Parlava con un linguaggio molto semplice: solo negli anni ho capito fino a che punto era stato in grado di trasmettere così semplicemente nozioni e modelli di valutazione di strumenti finanziari che negli anni successivi mi furono riproposti in conferenze tenute dalle più importanti banche di investimento: conferenze da cui, esperti del settore uscivano confusi e annoiati...
e solo negli anni ho scoperto l'importanza e la fama che aveva negli ambienti di finanza a Milano e addirittura a Londra: il fatto di essersi laureati con lui era quasi un lasciapassare.
Ma soprattutto il professore era una persona umile: ci proponeva lezioni in cui, partendo da quesiti, ci guidava nel ragionamento, nelle dimostrazioni fino a che a volte eravamo noi studenti a precederlo nel risultato: ed allora lo vedevamo, con il suo sigaro, voltarsi dalla lavagna quasi sogghignando e dire: bravi ragazzi! ma quello BRAVO era lui! che attivava i nostri cervelli e li spingeva nel ragionamento fino a dove non avremo pensato di arrivare! e le sue lezioni, credetemi, finivano con la gente che aveva quasi espressioni di estasi!!!
Un giorno ricordo di essere andata ad una sua lezione un pò affranta: non ricordo il motivo, ma ricordo che ad un certo punto il Professore si è avvicinato e mi ha messo una mano sulla spalla come a dirmi: "forza Silvia che ce la fai!"...
e non poche sono state le volte che in questi anni nei momenti di difficoltà nel lavoro, mi sono fermata in sala, a casa mia, ad osservare il quadro che raffigura la nostra stretta di mano il giorno della mia laurea.. li trovo conforto e grinta nelle sfide!
Il Professore era prima di tutto una persona, un uomo che amava la propria materia ed i propri studenti ma che prima della propria materia insegnava umanità e valori... e questo l'ha dimostrato fino alla fine: so che, ormai malato gravemente, si sottoponeva a incredibili sforzi pur di riuscire ad insegnare ai propri ragazzi: a volte allo stremo delle forze, quando la malattia non gli permetteva di sostenere lezioni di un'ora, lui comunque si faceva accompagnare in aula ormai piegato e dipendente dal bastone ed assisteva alle lezioni che tenevano i suoi assistenti...
purtroppo il nostro caro professore ci ha lasciato poco più che cinquantenne, la facoltà è stata in lutto per mesi.. so che ora gli hanno dedicato l'aula Magna, l'aula dove mi sono laureata, l'aula dove c'è stata la nostra ultima stretta di mano!!!


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